Care amiche, questa domanda ricorre sempre nei miei pensieri e devo dire che mi trovo in conflitto quando sento parlare ancora di sesso debole. Credo che questo sia sempre stato un luogo comune, mai peraltro condiviso da voi che avete sempre lottato per ottenere qualche cosa per cui non si dovrebbe combattere. Forse debole fisicamente, ma la donna sprigiona una energia ed una forza tali da far annichilire tutti noi maschietti. L'8 marzo un caro amico, un amico speciale, uno che molti direbbero essere un diverso, una donna imprigionata in un corpo da uomo, mi ha scritto una poesia copiata non so da chissà dove ma che rende perfettamente il senso dell'essere donna non sesso debole:
A quelle donne che, forti della loro debolezza, ci hanno insegnato a stare al mondo.
Donne che non si vergognano di piangere per un dolore fitto nella carne e nell'anima.
A quella donne che ci hanno insegnato che amare non è solo l'infinito di un verbo...
infinito, ma anche aggettivo femminile plurale che si addice alle lacrime e a certe giornate.
Donne capaci di danzare tra le macerie del tempo e delle storie
e di cogliere la grazia dove tu vedi miseria
Donne che sono nate dalla costola di un uomo ma che lo hanno fatto una volta sola
poi hanno iniziato a partorire loro: futuro, speranza, bellezza e bambini e bambine.
Nè angeli nè nuvole le donne d'Africa per le quali chiediamo a gran voce il Nobel per la Pace
perchè pagano il prezzo più alto e tengono più alta la lampada.
Donne dell' 8 marzo, ma anche del 9 del 10 e dell' 11.
Donne veline poche. Donne vela tante.
Capaci di racogliere il vento per spingere avanti la barca.
Donne che modellano la creta della precarietà a scultura.
Opere d'arte che profumano il mondo.
Credo che questo dia l'idea del mio pensiero su questo luogo comune e con un sincero "grazie di esistere" vi aspetto per discuterne insieme. Una buona giornata.
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